Dolori mestruali

26/10/2009

Dismenorrea

Il ciclo mestruale doloroso, o dismenorrea, è caratterizzato da: dolore addominale (spesso molto intenso), mal di schiena e talvolta mal di testa, nausea e diarrea. Risultati di recenti ricerche hanno rilevato delle correlazioni tra l'intensità dei disturbi e alcune caratteristiche psicologiche della donna, che possono influire negativamente sui sintomi della dismenorrea amplificandoli. La dismenorrea può essere primaria o secondaria.
Dismenorrea primaria | Dismenorrea secondaria | Cosa fare


Dismenorrea primaria
Si manifesta in genere uno o due anni dopo la comparsa del menarca e scompare quasi sempre dopo la prima gravidanza. È legata ai cambiamenti ormonali dovuti ai cicli ovulatori e, in particolare, ad un'eccessiva produzione di prostaglandine (sostanze che provocano contrazioni spastiche e dolorose dell'utero). Nella dismenorrea primaria il dolore può manifestarsi qualche giorno prima dell'inizio della mestruazione e protrarsi fino ai primi tre giorni dall'inizio del flusso mestruale.

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Dismenorrea secondaria
Insorge generalmente in età più tradiva rispetto alla primaria e può essere causata dalla presenza di una malattia organica degli organi sessuali femminili, per esempio l'endometriosi, un'infiammazione delle tube o delle ovaie, la presenza di fibromi e polipi dell'utero o del collo dell'utero.

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Cosa fare
Un dolore mestruale lieve in una giovane donna è da considerarsi normale, e non necessita quindi né di visite ginecologiche né di esami diagnostici. Se il dolore è accentuato e ricorrente, è opportuno eseguire una visita ginecologica ed eventualmente un'ecografia pelvica per escludere la presenza di cause organiche. Se queste procedure sono negative, non è il caso di praticare ulteriori esami. In seguito si potrà ricorrere, per risolvere il disturbo, al trattamento più idoneo. In particolare, per la dismenorrea primaria il medico potrà consigliare i farmaci antinfiammatori-antidolorifici. L'accorgimento è quello di assumere le compresse non appena compaiono i primi doloretti, senza aspettare che essi diventino forti, in modo da bloccare subito la produzione di prostaglandine. Nei casi in cui le mestruazioni sono molto regolari e il dolore è prevedibile, perché si manifesta sempre, si può iniziare la somministrazione di questi farmaci anche in anticipo, in forma preventiva, senza aspettare che compaia la sintomatologia. Si tratta di farmaci ben tollerati e con effetti collaterali scarsi o assenti se presi solo per qualche giorno al mese, non è il caso di cercare di sopportare il dolore per non prenderli.

In alcuni casi - i più resistenti - la terapia con antidolorifici non è sufficiente, e il dolore e altri sintomi continuano a tormentare la donna. In questi casi di solito si ricorre agli estroprogestinici orali, cioè alla pillola. Come già detto la dismenorrea compare soprattutto nei cicli con ovulazione, perché probabilmente la secrezione di prostaglandine riconosce una causa ormonale. La pillola sopprime l'ovulazione, e la sua efficacia nel controllare la dismenorrea è elevatissima, spesso con scomparsa completa del disturbo. Ciononostante, alcune pazienti continuano ad avere dei dolori mestruali. In questo caso si possono benissimo associare degli antidolorifici.

Altri trattamenti che hanno dimostrato di possedere una certa efficacia sono il magnesio e la vitamina B1. Sono in commercio prodotti per la dismenorrea che associano preparati di erboristeria con queste sostanze. Questi preparati si dovrebbero assumere nei 7-10 giorni precedenti la comparsa del ciclo. In caso di dismenorrea secondaria, invece, il trattamento varierà a seconda della causa.

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